COME NON VALUTARE

Come NON valutare nella scuola primaria


L’immagine che vedete unisce due schermate tratte dall’ambiente che uno dei registri elettronici più diffusi offre per la valutazione in itinere nella scuola primaria. Come si può notare, quando chi insegna intende valutare una prestazione (una prova, un compito, un’interrogazione) nel corso dell’attività didattica, questo sistema obbliga a esprimere un “voto” (sic) in base ai quattro livelli (in via di prima acquisizione, base, intermedio, avanzato) che in realtà sono pensati per la valutazione di fine quadrimestre o fine anno, non certo per la valutazione formativa in itinere.
Facendo così, il sistema burocratizza e svuota di significato una valutazione concepita per restituire riscontri analitici e migliorativi rispetto alla singola prestazione, costringendola sui quattro livelli finali in aperta contraddizione con quanto espresso dalle Linee Guida e dalla relativa formazione ministeriale.

Ma non finisce qui.
Questo sistema compromette la portata educativa del giudizio anche imponendo di esprimere ogni valutazione sulla base delle quattro dimensioni (situazione, continuità, autonomia, risorse) richiamate dalle Linee Guida, sebbene alcune di queste dimensioni siano valutabili nel tempo e non rispetto alla singola prestazione.

Inoltre, le conoscenze e le abilità presentate nel menu a tendina, a detta di testimoni, non corrispondono agli obiettivi formulati dal gruppo di docenti, come raccomandato dalla Linee guida.
Infine, anche se non si apprezza dalle schermate, il sistema non manca di chiedere se il “voto” possa “fare media”, attestando così in maniera inequivocabile di non aver minimamente colto il significato didattico e docimologico di un fondamentale cambiamento culturale e pedagogico. 


Questo dimostra che, in assenza di concreti interventi formativi e orientativi all'interno dei contesti, anche i migliori tentativi di innovazione vengono fagocitati dalla tendenza a riproporre prassi routinarie e irriflesse.


CC, 05/10/2021