IL PROBLEMA È FUORI

«IL PROBLEMA È FUORI»

Sulla macabra vittoria della retorica della presenza e della scuola aperta a tutti i costi.



Il dottore ebbe un bel dirgli che ce n'era uno sul pianerottolo del primo piano, probabilmente morto: la persuasione di Michel restava intatta. Non vi erano sorci in casa; doveva quindi, quello là, essere stato portato da fuori. In breve, si trattava di uno scherzo.

A. Camus, La peste.




A quanto sembra, centinaia di migliaia di adolescenti torneranno alle lezioni in presenza.
Come?
Dentro le scuole, tutto sarà come prima. Dal punto di vista del sistema di testing e tracciamento, dal punto di vista degli spazi e degli ambienti di insegnamento e apprendimento tutto resta sostanzialmente invariato. C'è qualche rassicurazione su un blando screening iniziale (rigorosamente volontario), ma nessuna sulla strutturazione di un sistema efficiente di monitoraggio.

In generale, si prepara il rientro in presenza vigilando con le forze dell'ordine su quel che avviene fuori dalle scuole, mentre si dà per scontato che rientrare negli stessi ambienti senza un sistema di testing, tracciamento e distanziamento difendibile impedisca magicamente al virus di diffondersi dentro gli istituti.
Insomma: le scuole sono sicure per definizione, per difenderci dal virus è sufficiente militarizzare lo spazio esterno.


Difficilmente funzionerà.


Se vogliamo difendere la salute di chi nella scuola lavora, insegna e apprende, piuttosto che limitarci a dare per scontato che assembrare venticinque persone per ore in pochi metri quadrati non costituisce un favore al virus dobbiamo prenderci la briga di raccogliere e comunicare dati validi e affidabili.
Questi dati non ci sono.


Dal punto di vista educativo, piuttosto che affermare che in presenza si educa e a distanza no, dobbiamo fare lo sforzo di inquadrare pedagogicamente insegnamento e apprendimento.
Questo sforzo non è stato fatto.


Quanto ci costerà questa vittoria di Pillole di ottimismo, Priorità alla scuola e, più in generale, delle forze che, per cinismo o idiozia, pretendono le "scuole aperte a tutti i costi"?

Dal punto di vista educativo, il prezzo è elevato: la retorica della presenza ha messo a tacere ogni critica delle dinamiche retrive della "buona, cara, vecchia scuola di una volta". Si preferisce descrivere la "didattica a distanza" come "strumento del neoliberismo" omettendo di rilevare quanto classista, sessista e abilista sia la "scuola in presenza".
In termini di vite umane, staremo a vedere. Dal ritorno in classe a settembre, intanto, contiamo oltre 45000 decessi.

Coraggio, il meglio è passato.

CC

16/01/2021